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MILANO IMBEVUTA DI LUCE

3 Aprile 2017 - Comunicazione visiva

Il Salone del Mobile, Euroluce, Superstudio, Università Statale… Milano, nella sua costante  tentacolarità, galleggia sulle idee di design, le aree mutano e tutti le seguono. Ed ecco un elenco di effervescenti aree da esplorare. Dalla storica  capostipite TORTONA DESIGN DISTRICT e VENTURA / LAMBRATE oggi troviamo IL CENTRO, BRERA DESIGN DISTRICT, ISOLA DESIGN, MONTENAPOLEONE DISTRICT,  PORTA VENEZIA IN DESIGN, 5 VIE ART+DESIGN, SAN BABILA, ZONA S.AMBROGIO, CADORNA DESIGN, TRIENNALE DI MILANO, PAOLO SARPI/FABBRICA DEL VAPORE. Questo indice, certamente incompleto, ci apre le porte a idee e a mille mutevoli modi di  vivere il quotidiano dal 4 al 9 aprile. Milano muta e tutti la seguiamo.

arch. Letizia Lionello

Non occorre andare a Kassel  per vedere le più spregiudicate invenzioni. Milano, nella settimana del Salone del Mobile e di EUROLUCE, batte ogni aspettativa.Tutta la città si trasforma in un gigantesco palcoscenico, qualsiasi luogo anche il più inaspettato è trasformato in originali scenografie. Importante è sorprendere, calamitare il visitatore, incuriosirlo, farlo sognare, divertire e farlo desiderare.

Con il design la vita può cambiare. L’energia della creatività può affrontare la crisi con la sicurezza del vincitore.

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Le ultime edizioni del Salone del Mobile “tra e fuori le mura” di Rho Fiera sono state un campionario illimitato di idee. Dall’invenzione di nuovi materiali, all’uso libero del colore, alla proposta di oggetti impensabili, dal design informale, a-schematico. E se  ripetitivo di grande serie ricco di  variazioni, ecc. Anche quest’anno ne vedremo di eccezionali.

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Scopo non uniformare immagini e stili. Non è più rassicurante  l’esibizione del marchio come lo è stato per un lungo periodo. L’utente è più maturo e vuole distinguersi. Lo scopo è cercare personalizzazioni e marcare differenze contro una  globalizzazione  fagocitante. Una sfida difficile da sostenere per mega produzioni caratterizzate dalla multiripetitività dell’oggetto.

Sicuramente il prodotto “luce” si adatta più di ogni altro a questa filosofia in divenire. Prodotto/non prodotto, oggetto/non oggetto. Solamente “causa” per la sua presenza, di effetti luminosi, di giochi e sfumature su superfici impersonali, generatrice di colori, di movimento, di variabilità infinite. Massimo illusionismo, capacità di creare spazi, volumi, figure immateriali, virtuali. Produttrice  di sensazioni  più importanti della realtà tattile.E pensare che tutto questo, che a un occhio profano può sembrare frutto di fantasia incondizionata, risponde al rigore di leggi matematiche, fisiche, elettroniche …. a formule e logaritmi che regolano la natura. Potenzialità insite nei materiali, nei metalli, ecc. che solo  recentemente la ricerca ci ha fatto conoscere.

Oggi il prodotto “luce” è sicuramente il più rivoluzionario.

 

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