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VAGONI DI IDEE A TORINO

9 ottobre 2017 - Arte e cultura
VAGONI DI IDEE A TORINO

Si è aperto il  30 settembre l’OGR ( Officine Grandi Riparazioni)  a Torino il vecchio  spazio di architettura industriale  recuperato e restituito alla città grazie all’impegno e alle risorse della Fondazione CRT, pronto ad accogliere nuovi protagonisti e pubblici diversi, con una serie di esclusive manifestazioni nazionali e progetti realizzati ad hoc per l’occasione da 10 artisti internazionali.

di Giuseppe Sottilotta

Giorgio Moroder, Elisa e Ghali il rapper del momento nato a Milano da genitori tunisini,Ghali, Omar Souleyman, The Chemical Brothers, e il super gruppo Atomic Bomb! sono solo alcuni degli artisti che si alterneranno sul palco della nuova “Sala Fucine”, uno spazio di oltre 3.000 metri quadri che, per i tre sabati consecutivi del 30 settembre, 7 e 14 ottobre, ha dato vita alla programmazione di Arti Performative delle OGR.

Protagonista, oltre alla musica, anche l’arte contemporanea, con tre progetti sitespecific a firma di altrettanti grandi interpreti delle arti visive: a partire dal 30 settembre, infatti, la corte antistante l’ingresso delle OGR ha fatto da  cornice a un’installazione realizzata dall’artista sudafricano William Kentridge, che torna a confrontarsi con lo spazio pubblico in Italia, dopo la monumentale processione ricreata sulle sponde del Tevere a Roma nel 2016.

All’interno delle Officine si trovano  due allestimenti pensati per dialogare con l’architettura e offrire ai visitatori un’esperienza degli spazi inedita e immersiva: la “Sala Fucine” ospita“On the Edge of Chaos”, installazione cinetica su larga scala realizzata dal collettivo creativo londinese United Visual Artists (UVA) che utilizza suoni, luci e movimento per interagire con il pubblico in modo sia individuale sia collettivo; di seguito, nei 2.700 metri quadri dell’area mostre di OGR,

UN FUOCO ITALIANO

Patrick Tuttofuoco, artista italiano tra i più stimati della sua generazione, presenta “Tutto Infinito”.

Nelle  Sale Binari, spazi  di circa 3.000 mq, Il nuovo lavoro  di Patrick Tuttofuoco si confronta con l’idea di paesaggio, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza immersiva, trasportandolo in un ambiente “altro”, in cui i concetti di spazio e tempo sono ridefiniti.
Le suggestioni che popolano questo ambiente sono il risultato di un forte dialogo dell’artista con i bambini di CasaOz e mediato dal network ZonArte, che in occasione dell’apertura proporrà un intenso programma di attività per il pubblico. Un grande progetto che a partire dai più piccoli accoglierà tutti i visitatori in questo viaggio di scoperta all’interno delle OGR.
I ragazzi, avvicinatisi all’arte contemporanea grazie ad una serie di workshop sviluppati in sinergia con il network ZonArte, hanno fornito all’artista preziosi e inconsueti spunti di riflessione sul concetto di “opera d’arte”, sul suo valore intrinseco e sulla capacità di evolvere a contatto con molteplici processi cognitivi anche in un ipotetico remoto futuro.

E C’E’ DI PIU’

“Dal  30 settembre stiamo scrivendo le primissime pagine di un nuovo capitolo della storia delle OGR, che guarda al futuro ma si fonda sui principi cardine della Fondazione CRT: filantropia, sostenibilità, innovazione, sostegno alla cultura e all’arte – ha detto il Presidente delle OGR e della Fondazione CRT Giovanni Quaglia -. Un capitolo che inizia con una dedica speciale per il territorio, con due settimane di apertura gratuita a un pubblico il più vasto ed eterogeneo possibile, a partire proprio dai giovani.”

“Il Big Bang, ovvero l’opening del 30 settembre, ha  rappresentato  l’inizio della ‘grande riparazione’. Nel luogo storico della città in cui si aggiustavano i treni, oggi si rigenerano le idee”, spiega Massimo Lapucci, Segretario Generale Fondazione CRT e Direttore Generale OGR. “Una missione rinnovata frutto di una progettualità che ha visto Fondazione CRT in prima linea per restituire alla città un pezzo di cuore – un cuore pulsante, dinamico e futuristico per tradizione, che oggi con OGR si articola su più fronti: l’Arte nelle sue espressioni più varie, dalle exhibition all’arte performativa, dalle mostre alla musica, dal teatro alla realtà virtuale fino alla creazione di spazio per giovani startupper per la ricerca e il rinnovamento industriale”.

‘Vagoni di idee’ dunque che scorrono però sullo stesso binario dell’innovazione e della dinamicità e che entrano in OGR per uscirne rinnovati e proiettati verso il mondo.

“Ma OGR è prima di tutto spazio aggregativo, non solo per artisti, giovani e imprenditori, ma per tutti i pubblici, diversi per formazione ed interessi. Un luogo aperto alla città dove contenuti nuovi e discipline diverse trovano sede di produzione e contaminazione culturale in continua trasformazione.

“Una scommessa che viaggia forte e solida come un treno. La nostra più grande aspirazione – ha dichiarato Nicola Ricciardi, Direttore Artistico di OGR che ha curato la programmazione del Big Bang assieme a Sergio Ricciardone, Direttore Artistico del festival di musica avant-pop ‘Club to Club’ – è quella di porci da subito in dialogo con le istituzioni internazionali di arti visive e performative a cui guardiamo e a cui — con le dovute proporzioni — ci ispiriamo: dalla Tate Modern di Londra al Walker Art Center di Minneapolis, fino a prestigiose rassegne come il Manchester International Festival.

“Tuttavia, se il nostro sguardo è rivolto oltre confine, i nostri piedi non possono che essere ben radicati nel territorio a noi più prossimo e alle realtà che lo animano e arricchiscono. Mi riferisco a quel tessuto di relazioni virtuose costituita da musei pubblici e gallerie private, residenze artistiche e pinacoteche, reti di operatori e appuntamenti periodici, che lavorano ogni giorno e in sinergia per attestare l’imprescindibile ruolo che le arti visive e performative rivestono nello sviluppo della vita culturale di Torino.”

Le  OGR prima del “Big Bang”

Le OGR-Officine Grandi Riparazioni rappresentano uno dei più importanti esempi di architettura industriale dell’Ottocento a Torino. Costruite tra il 1885 e il 1895, e adibite fino ai primi anni ‘90 alla manutenzione dei veicoli ferroviari, sono un insieme di grandiosi edifici a forma di H di oltre 20.000 metri quadrati di superficie e 16 metri di altezza al colmo del tetto. Nel 2013 la società consortile OGR-CRT (detenuta per oltre il 50% dalla Fondazione CRT) ha acquistato l’area da RFI Sistemi Urbani, per riqualificarla sotto la guida della Soprintendenza e in stretta collaborazione con il Comune di Torino. Già sede di tre mostre per i 150 anni dell’Unità d’Italia, nel 2013 le OGR hanno ospitato oltre 100 eventi di “test” e circa 120.000 visitatori in 5 mesi, con un’offerta eterogenea (attività espositive, concerti, teatro). Successivamente sono state chiuse al pubblico per l’avvio delle imponenti opere di riqualificazione.

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