
“Donne Luce e Libertà” di Jacqueline Cerasoli è un libro che si colloca all’incrocio tra la saggistica sociologica, la narrazione biografica e l’ispirazione artistica e critica. Il testo si propone come una riflessione profonda sul ruolo femminile, è un libro multidisciplinare quale presupposto per ripercorrere la storia dell’emancipazione femminile attraverso l’arte in cui la luce è rivelazione, relazione, resilienza e risveglio.
Il fulcro centrale del libro risiede nel concetto di “Luce”, intesa non solo in senso metafisico, ma come metafora della presa di coscienza. Cerasoli suggerisce che la libertà della donna non possa prescindere da una “illuminazione” interiore: il riconoscimento del proprio valore intrinseco al di là dei ruoli sociali imposti (madre, moglie, figlia).

Chiara Dynys (Mantova, 1958) è una delle figure più rilevanti e poetiche dell’arte contemporanea italiana. Definirla “artista della luce” è corretto, ma parziale: per lei la luce non è solo un mezzo estetico, ma uno strumento per indagare la soglia tra realtà e immaginazione, tra il visibile e l’invisibile.
Vive e lavora a Milano e, sin dagli anni ’90, ha costruito un linguaggio che rifiuta uno stile rigido per abbracciare materiali diversi come vetro, specchi, ceramica e, appunto, la luce (neon e LED).
La Poetica: Il lavoro di Chiara Dynys ruota attorno ad alcuni temi cardine che rendono le sue opere immediatamente riconoscibili per intensità emotiva:
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La Soglia: Molte sue installazioni rappresentano porte o passaggi. Per l’artista, la soglia è il punto in cui la mente passa dalla realtà quotidiana a uno scenario metafisico.
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I “Libri di Luce”: Una delle sue serie più celebri è quella degli Enlightening Books. Sono sculture a forma di libro realizzate in vetro o metacrilato che emanano luce dall’interno. Rappresentano l’idea che la cultura e la conoscenza siano “illuminanti” e capaci di salvarci dall’oscurità del quotidiano.
La Libertà come Conquista Attiva
A differenza di altri testi femministi più orientati alla rivendicazione politica, l’approccio di Cerasoli è più introspettivo. La libertà descritta dall’autrice è un processo di “smascheramento” dei condizionamenti culturali.
- Il superamento del silenzio: L’autrice enfatizza l’importanza della voce femminile.
- L’autodeterminazione: Il percorso verso la libertà è presentato come una responsabilità individuale che ha però un riverbero collettivo.
Uno degli aspetti più interessanti è la capacità dell’autrice di non indulgere nel vittimismo. Sebbene vengano analizzate le ferite e le ombre del passato, il testo è proiettato verso il futuro. La “libertà” del titolo non è solo un traguardo, ma un modo di stare al mondo con dignità e gioia.

Manuela Bedeschi, Questo non è il colore del sangue, 2022-2025. Ph. Daniele Portanome

Manuela Bedeschi, Un caffettino?…, 2012, e PAX TIBI, 2020. Ph. Daniele Portanome
Chi è Manuela Bedeschi. È un’artista poliedrica nata a Vicenza, vive e lavora tra Verona e Bagnolo di Lonigo. È una figura centrale nel panorama dell’arte contemporanea veneta, nota soprattutto per la sua ricerca sulla luce e sullo spazio. La sua Arte: La sua produzione spazia dalla pittura alla scultura, ma è diventata famosa per le sue installazioni site-specific che utilizzano il neon. Il neon non è solo un elemento decorativo, ma un modo per “scrivere” nello spazio e interagire con l’architettura e la memoria dei luoghi.

PUNTI DI FORZA E LIMITI DEL LIBRO DONNE, LUCE E LIBERTÀ
- Forza: La capacità di unire spiritualità e concretezza, offrendo una visione olistica della donna.
- Possibile Critica: Per un lettore in cerca di un’analisi storica, artistica, tecnica, il tono marcatamente spirituale e motivazionale potrebbe risultare troppo soggettivo. Poi si avverte un paradosso decisamente frustrante: un libro che si pone l’obiettivo di celebrare la luce e la sua capacità di dare forma all’arte e alla libertà, ma che fallisce proprio nella sua dimensione visiva e materica. L’assenza del colore in un trattato sulla luce: la scelta (probabilmente editoriale o legata ai costi di stampa) di non includere foto a colori in un testo che parla di lighting design e arte è una contraddizione in termini.
- Il carattere piccolo del testo : un carattere tipografico troppo ridotto non è solo un dettaglio estetico, ma una vera barriera all’accessibilità:
- Difficoltà di lettura : Se il tema è complesso (arte, luce nell’urbanistica, pensieri e lampi luminosi), una veste grafica punitiva rende la lettura stancante, portando spesso all’abbandono del testo.
- Target di riferimento: Un libro che parla di estetica dovrebbe riflettere la cura per il dettaglio anche nella sua impaginazione. Dov’è la LUCE? Nelle pagine è spenta.

- Conclusione CriticaDonne, Luce e Libertà sembra essere un’opera dal cuore luminoso ma dalla pelle opaca. È un libro che meriterebbe un’edizione in grande formato, carta patinata e immagini vibranti per rendere giustizia al concetto di luce che promuove. Leggerlo in questo formato (economico !) significa dover accettare il compromesso di un’esperienza puramente intellettuale, rinunciando al piacere sensoriale che il tema della LUCE dovrebbe scatenare. Il libro è un saggio multidisciplinare che intreccia storia dell’arte, studi di genere ed estetica dei media. I punti cardine sono: La Light Art al femminile: l’autrice indaga come le artiste utilizzino la luce (neon, LED, laser) in modo differente rispetto ai colleghi uomini.
- Luce come Libertà: Il titolo sottolinea come la luce sia per molte artiste un segno di autodeterminazione e resilienza contro le strutture patriarcali. Viene raccontata come una pratica di emancipazione che trasforma il dispositivo tecnologico in un linguaggio politico e sociale.
- Storie di artiste: Il testo non è solo teorico ma ripercorre le vite, i gesti e le fragilità di numerose artiste che hanno scelto la luce come materia viva. Si parla di come queste opere, pur nella loro apparente “freddezza” tecnologica, riescano a evocare dinamiche domestiche e collettive profonde.
- Spazio pubblico e privato: Il libro analizza come la Light Art possa riprogettare la percezione dello spazio, rendendolo più inclusivo e superando le barriere di genere.

Tracey Emin, The Kiss was Beautiful, 2012, neon, venduto a Sotheby’s London
TRACEY EMIN si concentra sull’iconica serie al neon. Iniziata nel 1995, la serie combina lo stile artistico crudo, personale e un pò provocatorio per il quale Emin è particolarmente conosciuta. Le sue opere presentano testi a volte autobiografici, mille storie, look a colori diversi: è una non-tendenza creativa che può sembrare generica ma diventa solo un gustoso frutto di citazioni.
CHI E’ JACQUELINE CERASOLI
Jacqueline Cerasoli è una figura che opera prevalentemente nel mondo della critica d’arte e della comunicazione culturale, collaborando con testate e pubblicazioni specializzate.
Ecco i punti principali del suo profilo professionale:
Critica d’arte e Curatela: È nota per la redazione di testi critici e presentazioni per mostre d’arte contemporanea. Il suo lavoro si concentra sull’analisi di opere che esplorano il rapporto tra spazio, materia e percezione.
Settori di competenza: Si occupa di estetica, linguaggi multimediali e cataloghi d’arte, contribuendo alla documentazione di progetti espositivi sia nazionali che internazionali. I suoi scritti sono caratterizzati da un approccio analitico che indaga la “metamorfosi” delle forme e l’interazione tra l’opera e lo spettatore, spesso collaborando con gallerie e istituzioni culturali per la promozione di nuovi talenti o percorsi artistici d’avanguardia.
JACQUELINE CERASOLI è una delle massime esperte italiane di Light Art. Collabora con diverse testate giornalistiche e di settore come Exibart, Artribune, Il Giornale OFF e la rivista LUCE. È nota per la sua capacità di leggere l’arte contemporanea attraverso una lente sociologica e filosofica, con un’attenzione particolare alle trasformazioni urbane e ai nuovi linguaggi multimediali.
DONNE LUCE E LIBERTA’ – STORIE DI LIGHT ART E DI ALTRE ILLUMINAZIONI è un testo fondamentale per chi vuole approfondire il ruolo delle donne nell’arte contemporanea tecnologica e come la LUCE possa diventare “politica dello sguardo”.
Scheda Tecnica
- Titolo completo: Donne, luce e libertà. Storie di light art e di altre illuminazioni
- Autore: Jacqueline Ceresoli
- Editore: Postmedia Books
- Collana: Diari di bordo
- Anno: 2025
- Pagine: circa 224
NOTA EDITORIALE: LE IMMAGINI A COLORI DELLE 3 ARTISTE ( CITATE AMPIAMENTE NEL LIBRO ) CON LE NOTE NON SONO PRESENTI NEL LIBRO MA SONO STATE SELEZIONATE DA FONTE IA IN PIENA AUTONOMIA EDITORIALE DA LIGHT SIGN.
(NEL TITOLO: UN’OPERA DI MANUELA BEDESCHI)

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