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“BLACK LIGHT ART”

14 Giugno 2017 - Arte e cultura

La luce che colora il buio, a cura di Gisella Gellini e Mario Agrifoglio

La luce nera, affascinante ossimoro, non serve per illuminare in modo convenzionale ma si utilizza per far apparire in modo diverso gli oggetti o lo spazio circostante, sia per scopi spiccatamente pratici che in ambito artistico.

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MARIO AGRIFOGLIO

Anche se di solito si tende ad associarla alle spettacolari scenografie del Cirque du Soleil o alle ambientazioni delle discoteche, la “luce nera” (o luce ultravioletta) ha molte importanti applicazioni pratiche.

 

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MARIO AGRIFOGLIO

Uno dei primi a sperimentare le applicazioni della Black Light fu Lucio Fontana nel 1949, con il suo Ambiente spaziale a luce nera: una installazione costituita da elementi luminescenti appesi al soffitto in un ambiente buio, illuminati da luce nera e fluttuanti liberamente. Per trovare un’espressione artistica matura di questa Arte dobbiamo aspettare gli anni ‘70, soprattutto grazie alle opere di Mario Agrifoglio. Artista fra i primi in Italia all’epoca a usare la luce nera con le sue particolari caratteristiche di riflessione per costruire un linguaggio artistico, sviluppò una tecnica pittorico-estetica legata al controllo del colore sotto luce ultravioletta, ancora oggi attualissima.

La Black Light Art, seguendo l’evoluzione tecnologica e stilistica che ha interessato la Light Art, è riuscita a mantenere e a esaltare la stessa immediatezza poetica del passato, come dimostrato dalle opere di questa mostra. Al giorno d’oggi ci sono centinaia di artisti che usano la luce nera e si iniziano a intravedere altri stili espressivi autonomi.

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DANIELA FORCELLA

La mostra

Curata da Gisella Gellini – docente del corso di Light Art e Design della luce presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano, e Fabio Agrifoglio – Presidente della Fondazione Mario Agrifoglio, questa mostra intende esplorare le valenze artistiche della luce nera, attraverso le opere di 16 artisti che da sempre la sperimentano o che la approcciano per la prima volta. È anche un’occasione per riscoprire la figura di Mario Agrifoglio, artista che ha fatto della black light il fulcro della sua sperimentazione artistica.

In esposizione si possono ammirare le opere degli artisti:

Emanuele Alfieri, Nino Alfieri, Alessio Ancillai, Carlo Bernardini, LeoNilde Carabba, Giulio De Mitri, Nicola Evangelisti, Maria Cristiana Fioretti, Daniela Forcella, Federica Marangoni, Yari Miele, Marco Nereo Rotelli, Sebastiano Romano, Claudio Sek De Luca, Olga Serezhina e, naturalmente, Mario Agrifoglio. Il percorso espositivo è accompagnato da musiche composte dal Maestro Irlando Danieli, ispirate al tema della mostra e gentilmente concesse dalla Prof.ssa Maria Proja de Santis dell’associazione Caleidoscopio (Como).

Il progetto dell’allestimento e il lighting design sono di Domenico Nicolamarino, docente di lighting design all’Accademia di Brera, Gianni Forcolini, docente di lighting design alla Scuola del Design del Politecnico di Milano. L’allestimento degli spazi e la produzione del video degli artisti, in proiezione durante l’intera mostra, sono stati curati da Gaetano Corica, giovane laureando in Architettura presso il Politecnico.

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LEONILDE CARABBA

“Black Light Art: la luce che colora il buio”, oltre alla Regione Lombardia che ha gentilmente concesso lo Spazio Espositivo, ha ottenuto il patrocinio della Scuola del Design del Politecnico di Milano e dell’Accademia di Brera, oltre al sostegno di Mediolanum Private Banking (PD), Billy Boy Editore, Microsys.

L’organizzazione ha inoltre scelto di collaborare con il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, per l’iniziativa Lightquake 2017, mostra di artisti della luce a supporto della raccolta fondi a favore del restauro di alcune opere d’arte danneggiate dal terremoto del centro Italia.

Mostra itinerante

“Black Light Art: la luce che colora il buio” è concepita come mostra itinerante. Dopo l’evento nello Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia si sposterà in autunno a Padova, in una location di Banca Mediolanum e a dicembre alla Rocca Abornoz, sede del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto. Altre tappe verranno comunicate nei prossimi mesi.

 

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