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Maurizio Nannucci guarda lontano

18 Gennaio 2016 - Arte e cultura
Maurizio Nannucci guarda lontano

Sull’ingresso del MAXXI di Roma, per circa 4 mesi, fino a novembre scorso, ha campeggiato la grande installazione luminosa di Maurizio Nannucci dal titolo  “More than meets the eye “ che  si potrebbe tradurre  “ tutto è molto più complesso di quanto non appaia a prima vista “ insomma, una traccia luminosa che esalta il presente con lo scopo di invitare ad entrare per scoprire , soffermarsi ad ammirare  e riflettere su segni e parole.

Oggi, nel 2016, riproponiamo messaggio e significato  di quell’insegna d’’arte di Maurizio Nannucci  perchè riteniamo sia  ancora molto attuale per creatività, utilizzo della luce quale strumento per comunicare e per il parallelismo con tutti i fatti di cronaca che sono sempre freschi e alimentano i mass media.

Maurizio Marcucci, non solo grande artista del lighting, da sempre ha guardato lontano.
E a Roma, con la sua esposizione, ha  monopolizzato  l’attenzione del mondo dell’arte  con opere di matrice storica e recenti che interagiscono tra loro attraverso un percorso di luci, colori, forme, scrittura e suoni. Due nuovi lavori sono stati realizzati per questa esposizione tra cui l’installazione sonora interattiva Sound Samples e More than meets the eye l’opera che, grazie agli Amici del MAXXI, entrerà a far parte della collezione del Museo.

Dagli anni Sessanta, Maurizio Nannucci, punto di riferimento per diverse generazioni di artisti, architetti e  musicisti,  esamina il rapporto tra arte, linguaggio e immagine. La sua ricerca, da sempre caratterizzata dal dialogo tra discipline diverse, esplora la relazione tra luce, colore, suono e spazio reale e immaginato, che diventa particolarmente evidente nelle sue grandi scritte al neon. Quello di Nannucci è un lavoro concettuale, un’indagine tra cultura e società con un forte legame tra architettura e paesaggio urbano,
il cui linguaggio restituisce alle singole parole un valore simbolico e spaziale.

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Come dichiara l’artista in riferimento alla sua ricerca “Credo che l’immagine superi i limiti della rappresentazione, diventando un’immagine mentale, un’immagine virtuale, un’immagine nata da un sogno o un sogno ad occhi aperti, una immagine che può essere evocata da una parola, un suono o un odore. La stessa cosa vale per le immagini che si riferiscono e richiedono l’assenza di un oggetto; non le limito e non le riduco a una figura, ma dò loro libertà e autonomia fantastica…”

Con la mostra Where to start from si afferma l’importanza e la centralità dell’indagine artistica di Nannucci i cui lavori, presentati nella Galleria 3 del museo, convivono in un dialogo reciproco. In mostra: l’installazione Anthology (1967/2015…), un indice di testi e concetti in continuo aggiornamento, e la grande parete in neon bianco There is another way of looking at things in un nuovo allestimento pensato per il MAXXI. Parte integrante della mostra è la presentazione dei multipli che l’artista ha prodotto dagli anni Sessanta ad oggi: oltre cento edizioni tra multipli, libri e dischi d’artista, foto, riviste, ephemera, che restituiscono
un’altra pratica fondamentale del suo lavoro.

Si tratta di un percorso in cui le opere interagiscono con lo  spazio del museo, mutandolo percettivamente come nel caso dell’istallazione sonora Sound Samples. Questo lavoro crea un ulteriore collegamento ideale al vicino Auditorium Parco della Musica per il quale l’artista ha realizzato, in collaborazione con Renzo Piano nel 2002, una grande installazione permanente di testi al neon dal titolo Polifonia.

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