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LA NUOVA SFIDA DELLA TRIENNALE DI MILANO

8 ottobre 2018 - Arte e cultura
LA NUOVA SFIDA DELLA TRIENNALE DI MILANO

Le iniziative e i progetti che verranno sviluppati nel corso dei prossimi anni vogliono dare conto della complessità del  presente attraverso una pluralità di linguaggi: design, moda, architettura, urbanistica, arti visive, new media, fotografia, performance, teatro, danza, musica.

 

La Triennale di Milano, sotto la guida del Presidente Stefano Boeri, ha avviato un nuovo progetto culturale, ampliando la propria missione e rinnovando la programmazione, nell’ottica di un rilancio a livello internazionale. La Triennale vuole riproporsi prima di tutto quale spazio di confronto e di dibattito, un’istituzione che offre nuovi punti di vista sui temi centrali della nostra società.

“Ci troviamo in un momento in cui una comunicazione aperta e onesta non solo è necessaria, ma è rivoluzionaria”, afferma Stefano Boeri. “Quando i governi e la politica sembrano non riuscire più a rispondere ad alcuni bisogni fondamentali della società, siamo spinti a guardare ad altri luoghi, come le istituzioni culturali e creative, per facilitare il confronto e il dialogo. La mia visione è quella di riportare la Triennale alle sue origini, a essere un luogo in cui vengono considerati punti di vista diversi e vengono discussi argomenti controversi “.

La XXII Esposizione Internazionale rappresenta un elemento cardine di questo percorso, che mostra come l’istituzione voglia partire dal proprio passato per sviluppare un progetto capace di raccontare le sfide del futuro.

L’apertura del Museo Permanente del Design Italiano, curato da Joseph Grima, negli spazi del Palazzo dell’Arte costituisce un importante  pilastro del nuovo corso.

La nuova programmazione, affidata al Comitato Scientifico dell’istituzione composto da Umberto Angelini, Lorenza Baroncelli, Myriam Ben Salah, Joseph Grima, presenterà nel prossimo triennio il lavoro e le ricerche dei principali esponenti della cultura del progetto e degli artisti più interessanti della scena contemporanea.

Tra le mostre in programma, la retrospettiva su Enzo Mari a cura di Hans Ulrich Obrist (2019), le mostre sull’architetto romano Carlo Aymonino e sul celebre studio d’architettura Bjar BIG ke Ingels Group (2020), oltre a un ciclo di esposizioni che indagano le trasformazioni urbane. Altro nome di punta a cui verrà dedicata una personale è l’architetto e artista messicano Pedro Reyes , le cui opere sono state presentate nei più importanti musei del mondo.

Il programma espositivo sarà accompagnato da eventi, conferenze e incontri e dialogherà con la proposta artistica del Triennale Teatro dell’Arte a cura del sovrintendente del Teatro Grande di Brescia Umberto Angelini. Saranno avviate nuove collaborazioni con grandi musei e centri culturali cittadini, nazionali e internazionali. Inoltre, la Triennale accoglierà ogni anno una serie di festival che daranno vita a focus tematici legati a diversi ambiti della cultura e della società contemporanea.

Parallelamente al programma culturale, la Triennale avvierà nuovi progetti che rafforzeranno il dialogo con i visitatori, con la città di Milano e con le più importanti istituzioni italiane e straniere. La costruzione della nuova sede dell’Urban Center all’interno del Palazzo dell’Arte il cui progetto è stato vinto dallo Studio Ghidoni – Dusi, la riorganizzazione degli spazi del Palazzo dell’Arte, la Triennale Off, nuova area esterna di attività, la rete del Parco delle Culture e Radio Triennale confermano l’intenzione di sviluppare progetti in grado di portare l’istituzione al centro dello spazio cittadino e al contempo di metterla in connessione con un pubblico internazionale.

(immagini: Triennale , Repertorio, Gianluca Di Ioia)

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