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LA TEOFANIA* DELLA LUCE

8 ottobre 2018 - Arte e cultura
LA TEOFANIA* DELLA LUCE

L’Auditorium San Fedele si ripresenta sulla scena milanese con i MARTEDI’ DELL’ARTE incontri che si intrecciano in  un percorso interdisciplinare tra arte, architettura e teologia a cura di Andrea Dall’Asta SJ. Il primo incontro si è tenuto il 9 ottobre 2018 sul tema L’ICONA E LA SPAZIALITA’ BIZANTINA

L’estetica bizantina si fonda sulla rivelazione di una luce dorata trascendente, assoluta, che irrompe nella contingenza della storia umana, per avvolgerla e trasfigurarla. Attraverso l’analisi di alcuni capolavori architettonici e pittorici, come i mosaici di Galla Placidia, quelli di Sant’Apollinare in Classe, Ravenna ( nella foto) o di alcune icone, si è tracciato un percorso in cui la luce si presenta come metafora della salvezza, nell’incontro con Dio-Luce. Lo spazio diventa anticipazione della bellezza della gloria paradisiaca in cui si contempla la Gloria della luce, perché il fedele stesso si trasformi in “luce”.

Prossimi incontri: Martedì 16 ottobre 2018
Un cammino verso la salvezza. Dal Gotico al Rinascimento: da un viaggio nella luce alla luminosità del firmamento celeste

Come dimostrano ad esempio il coro di Saint Denis o il Duomo di Milano, con l’arte gotica s’instaura una nuova estetica della luce in cui lo spazio si fa aperto, luminoso, aereo, ben diverso sia dalla tremula immaterialità della spazialità bizantina, sia dall’austera penombra delle abbazie romaniche. Nelle chiese rinascimentali, invece, ci addentriamo in uno spazio illuminato da una luce calma e serena, all’origine di uno spazio che ri-presenta la perfezione del firmamento celeste.

Martedì 6 novembre 2018
L’istante della luce, tra dramma e gloria: Caravaggio e Vermeer

Per Caravaggio e per Vermeer la luce che si rivela nell’“istante” costituisce il fondamento della poetica pittorica. In Caravaggio, l’entrata della luce nelle scene dagli intensi chiaroscuri segna l’attimo dell’irruzione della grazia nella storia dell’uomo, che si trova in questo modo a pronunciare il proprio sì a Dio (nella foto, L’incredulità di san Tommaso). In Vermeer la luce, illuminando umili momenti di vita quotidiana, si fa invece epifania dell’armonia di un mondo da cogliere nella sua serena intimità familiare, consegna di quell’effimero istante all’eternità.

Martedì 20 novembre 2018
Il Giudizio universale, tra luce e tenebra. Da Benedetto Antelami a Michelangelo

Da quale luce saremo illuminati nel momento del giudizio finale, dalle tenebre di una condanna o dalla luce della misericordia? Se la Porta Ovest del Battistero di Parma di Benedetto Antelami costituisce un esempio di straordinaria tensione tra gratuità della redenzione e responsabilità etica nella storia, in Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, la salvezza appare piuttosto come il frutto morale dell’esercizio delle virtù. Nel Giudizio michelangiolesco della Sistina (  un dettaglio nella foto), il giudizio di Dio sembra invece manifestarsi attraverso l’intensità inarrestabile di un gesto arbitrario e imprevedibile.

Per approfondimenti si rimanda al libro LA LUCE SPLENDORE DEL VERO

“Dolce è la luce e agli occhi piace vedere il sole”. Questo versetto tratto dall’Ecclesiaste (11,7) è il filo conduttore dell’ultimo libro del gesuita Andrea Dall’Asta SI, La Luce, splendore del vero.

Percorsi tra arte, architettura e teologia dall’età paleocristiana al barocco (ed. Ancora, Milano 2018). Un testo che attraversa secoli, lasciandosi guidare dalla bellezza, ma anche dalla mutevolezza della luce, che immerge le vicende della storia umana in “luci” e “ombre”, continuamente differenti e transeunti.

(immagini: archivio LIGHT SIGN)

(*Teofania, dal greco, composto da theos e da phàinein, letteralmente significa manifestazione della divinità in forma sensibile. Altro termine usato in maniera analoga è epifania, dal greco επιφάνεια, epifaneia, che significa manifestazione della divinità, un concetto tipico di molte religioni). 

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