Menu

L’ARTE IN CENTRO CITTA’

20 Febbraio 2017 - Arte e cultura

Il Museo Poldi Pezzoli, nel cuore di Milano, raro gioiello che riflette in tutto il mondo una propria luce di prima grandezza, presenta una positiva sintesi dell’attività svolta nel 2016, riepilogando le raffinate mostre e  gli interventi  strutturali che hanno rafforzato una già solida identità d’immagine su un pubblico sempre più numeroso.

 scalone-antico-816x460

L’anno appena trascorso è stato, per il Museo Poldi Pezzoli, eccezionalmente ricco di iniziative, nuovi progetti e significativi successi. Il numero dei visitatori è stato molto elevato, raggiungendo le 59.000 presenze, confermando l’appeal che Milano e i suoi musei, avevano già registrato a partire dalla metà del 2015, anche grazie ad Expo.

Quasi 110.000 sono i nostri visitatori virtuali, tra sito web e social media. Molto forte è stata la nostra comunicazione proprio sui canali social: i fan di Facebook sono cresciuti del 30%, Twitter ha registrato quasi un 125 % di followers in più e molto apprezzato è stato anche il nostro profilo Instagram, che è cresciuto quasi del 300%. La maggior parte dei nostri fan sono donne tra i 25 e i 34 anni.

museo-poldi-pezzoli

 

LE MOSTRE PIU’ SIGNIFICATIVE

L’anno è iniziato con la continuazione dell’esposizione L’incanto dei Macchiaioli  che ha riunito, per la prima volta dopo più di quarant’anni, le opere del secondo Ottocento italiano collezionate da Giacomo e Ida Jucker.

In tarda primavera ed estate (dal 6 maggio al 29 agosto) il Museo ha ospitato la mostra EXPOSITIO: Giulio Paolini per il Museo Poldi Pezzoli che ha presentato due opere dell’artista di chiara ispirazione classica realizzate in precedenza, sulle quali l’artista è nuovamente intervenuto mettendole in dialogo con il Museo, e ventitré collage, alcuni dei quali ispirati da capolavori presenti nella collezione del Poldi Pezzoli.

paolini-730x475

In occasione di Milano Asian Art  è stata organizzata la mostra Ore giapponesi: nella Sala del Collezionista sono stati esposti 100 netsuke della collezione Lanfranchi, scelti fra i più importanti della raccolta. Sono state inoltre restaurate ed esposte, per la prima volta dopo molti anni, le armi giapponesi acquistate da Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Dal 24 novembre 2016 ha aperto al pubblico la mostra Il gioiello italiano del XX secolo (fino al 20 marzo 2017), a cura di Melissa Gabardi e Annalisa Zanni, che presenta la storia della gioielleria italiana del XX secolo dal Neostoricismo, al Liberty, all’Art Déco, alla produzione degli Anni Novanta e dei suoi protagonisti, attraverso l’esposizione di oltre 150 gioielli.

 

Poldi_4

ARNALDO POMODORO

In occasione della grande antologica che Milano dedica al Maestro per i suoi 90 anni, contemporaneamente allestita a Palazzo Reale, alla Triennale di Milano e alla Fondazione Pomodoro, il Museo Poldi Pezzoli ne presenta, nella Sala del Collezionista, fino al 5 febbraio 2017, la passione per il teatro nella mostra Arnaldo Pomodoro sedici bozzetti scenici, rinnovando e migliorando inoltre l’illuminazione nella Sala d’Armi, a cura dello Studio Ferrara Palladino Lightscape, che era stata riallestita con un intervento del Maestro nel giugno 2000.

 

Salone dorato_base 10 cm_orizzontale_620

INTERVENTI STRUTTURALI DI VALORIZZAZIONE

Dopo alcuni anni di lavoro, è stata completata la nuova illuminazione a LED progettata sempre dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape,  nelle ultime sale mancanti (Sala Pizzi, Biblioteca,  Scalone e Vestibolo del primo piano). In questo modo, è possibile offrire, oltre a un minore surriscaldamento e a un notevole risparmio energetico, una piena restituzione delle qualità cromatiche e tonali delle opere esposte in assenza di radiazioni termiche e ultraviolette. Sono state inoltre sostituite le lampade a LED delle tre Sale dei pittori lombardi con altre di migliore qualità.

Museo Poldi Pezzoli www.museopoldipezzoli.it

LA FORMAZIONE

Dal 22 marzo al 14 giugno il Museo ha svolto anche quest’anno il corso di Comunicazione espositiva dell’Accademia di Belle Arti di Brera, nell’ambito del Corso di diploma accademico di secondo livello in Comunicazione creativa per beni culturali coinvolgendo personale interno con lezioni sulla storia del Museo e dei suoi allestimenti permanenti e per mostre temporanee, didattica, la promozione e la comunicazione, anche per mezzo dei social network con il supporto id architetti, esperti di illuminazione e grafici che hanno affiancato il Museo negli ultimi anni. Il corso ha avuto un ottimo successo e ha anche fornito, grazie alla creatività degli studenti, utili spunti per nuove iniziative.

CHIUDI
CLOSE