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MILANO ANNI 60: DAL BAR JAMAICA AL MONDO

26 Novembre 2019 - Comunicazione visiva, Arte e cultura
MILANO ANNI 60:  DAL BAR JAMAICA AL MONDO

Da 6 novembre 2019 fino al 9 febbraio 2020, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine di Milano ospita la mostra “Milano Anni ‘60- storia di un decennio irripetibile ” che ripercorre quella stagione di grande splendore caratterizzata da un irrefrenabile fermento creativo, da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra, che prese avvio con la costruzione dei primi grattacieli e si arrestò bruscamente il 12 dicembre 1969 con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.

La rassegna presenta fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere al visitatore l’atmosfera di quell’epoca straordinaria in cui Milano, spinta dal boom economico, si trovò improvvisamente a vivere un irrefrenabile fermento culturale, caratterizzato da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra. Una mostra che oggi ci permette una riflessione sulla contemporaneità.

VIGILE DI MILANO “GHISA” IN ATTESA DEL METRO’ DELLA LINEA 1 – 1964 – FOTO: CARLO ORSI

Milano Anni ’60 è una mostra per conoscere, per capire, per discutere un decennio su cui pensiamo forse di sapere ormai tutto ” ci dice il Sindaco Giusepper Sala ” ma sul quale occorre oggi tornare per più ragioni. Gli Anni Sesanta furono un decesnnio fondativo, più dei Cinquanta, ancora alle prese con la ricostruzione post-belica. E’ negli Anni ’60 che Milano e il Paese sono davvero rinati: l’arte, la moda, la musica, il design si sono aperti al mondo e interangendo con la tradizione italiana, hanno dato vita a novità leggendarie in tante espressioni del talento umano ” 

BAR JAMAICA – 1967 –  FOTO: FABRIZIO GARGHETTI

Il percorso espositivo, diviso in sezioni, si apre con le immagini della nuova Milano, il cui volto si modifica grazie alle nuove costruzioni, come il Pirellone, la Torre Velasca, la Torre dei servizi tecnici comunali, il Centro direzionale, la Torre Galfa ma anche la nascita dei quartieri periferici, tra i quali spiccano Quarto Oggiaro, Olmi, Gallaratese, Gratosoglio, Comasina, quest’ultimo iniziato nel 1953 e ultimato nel 1960, il più importante intervento edilizio in quegli anni in Italia con i suoi 11.000 vani e 83 palazzi.

  LUCIO FONTANA NEL CORTILE DEL SUO STUDIO IN CORSO MONFORTE – 1960 –  FOTO : CARLO ORSI

Fotografie e riviste dell’epoca documentano il boom economico, con la realizzazione delle tangenziali milanesi, del tratto Milano-Piacenza dell’autostrada A1, infrastrutture che portarono una più rapida circolazione delle merci con una maggiore crescita delle aziende; celebri nomi della grafica pubblicitaria furono chiamati a ripensare i brand delle nuove e rinnovate realtà aziendali, a partire dal fondamentale progetto di Franco Albini e Bob Noorda per la Metropolitana Milanese.

PARCHEGGIO VERTICALE IN VIA TORINO – 1968

Numerosi sono gli oggetti che aiutano a rievocare la grande stagione del design, con maestri del calibro di Bruno Munari, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Enzo Mari, Achille Castiglioni, Sambonet, Joe Colombo, Gio Ponti. Si racconta la storia delle aziende milanesi coinvolte in questa clamorosa stagione. Tra tutte Brionvega, Cassina, Zanotta, Kartell, Tecno, Fontana Arte, Artemide, Flos, Arflex e Danese.

Anche il mondo della cultura, delle gallerie d’arte e del cabaret visse un periodo di grande spolvero. E naturalmente la musica, in particolare il jazz, che trovò casa in numerosi club sparsi per la città, come la Taverna Mexico, dove si esibirono i migliori esponenti di questo genere. Già alla fine degli anni Cinquanta, Milano divenne anche un luogo apprezzato dove organizzare concerti memorabili, come quelli di Billie Holiday allo Smeraldo, dei Beatles al Vigorelli, (nel riquadro, ripresi sul tetto del  Duomo nel 1965), dei Rolling Stones al Palalido, di Jimi Hendrix al Piper, ma fu anche il palcoscenico che vide affermarsi artisti quali Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Patty Pravo.

La fine degli anni 60 segnò poi la nascita della contestazione, dalle rivolte studentesche negli atenei, sfociate nelle occupazioni della Statale e della Cattolica, ai picchetti nelle fabbriche e agli scioperi.

Chiude la mostra la sezione dedicata a piazza Fontana e alla fine del sogno, con le fotografie della strage e dei funerali, accompagnate da documenti e alcuni oggetti legati a questo tragico avvenimento alla cui ricerca e selezione, presso gli archivi della Polizia di Stato e non solo, ha collaborato la Questura di Milano.


La Mostra è promossa dal Comune di Milano|Cultura Direzione Musei Storici e curata da Stefano Galli. E’ organizzata da MilanoinMostra in collaborazione con la Direzione Musei Storici del Comune di Milano e la Questura di Milano, con il patrocinio della Polizia di Stato e della Regione Lombardia.

 

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