
Il Museo Poldi Pezzoli è il protagonista del nuovo capitolo italiano del World Monuments Fund con il progetto di recupero del Salone Dorato che si inserisce nel percorso ormai avviato nel 2023, di valorizzazione degli spazi del museo e delle sue collezioni.
“La cura e la valorizzazione delle collezioni della casa museo si inseriscono nel percorso avviato nel 2023, con l’obiettivo di assicurare nel tempo la conservazione, la conoscenza e la trasmissione del patrimonio.” – dichiara Alessandra Quarto, direttore del Poldi Pezzoli – “Un impegno che nasce dalla consapevolezza della responsabilità che ogni istituzione culturale ha nei confronti della propria storia e delle generazioni future. Preservare la memoria, approfondire la conoscenza del passato e restituirne la ricchezza e i valori, affinché continuino a costituire una fonte di consapevolezza e di ispirazione per il presente e per il futuro”. Il progetto presentato a maggio 2026 è frutto di un anno e mezzo di lavoro in cui l’attenzione è stata rivolta a ripristinare, attraverso ricerche d’archivio, interventi di restauro e riallestimenti, quell’anima della casa museo che il fondatore Gian Giacomo Poldi Pezzoli aveva creato alla fine dell’800 “.

L’ARCHITETTURA DELLA LUCE NEL SALONE DORATO DEL MUSEO POLDI PEZZOLI
Il progetto di illuminazione curato dallo studio Ferrara Palladino Light Design per il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano rappresenta un virtuoso esempio di integrazione tra illuminotecnica museale, conservazione preventiva ed esaltazione dell’architettura d’interni. La sfida principale ha riguardato l’allestimento di uno spazio monumentale storicizzato, caratterizzato da soffitti a cassettoni, finiture tessili, superfici dorate e una collezione d’arte rinascimentale di inestimabile valore, tra cui capolavori di Pollaiolo, Botticelli e Bellini.

L’approccio metodologico si è articolato sulla ricerca di una luce “invisibile”, capace di garantire la massima resa cromatica senza interferire con l’impostazione stilistica della sala. L’obiettivo primario è stato il bilanciamento tra la percezione complessiva dello spazio e l’illuminazione d’accento puntuale sulle singole opere d’arte, evitando fenomeni di riflessione speculare sui dipinti su tavola e sulle vetrine espositive.
Dal punto di vista tecnologico, l’intervento si basa sull’impiego di sorgenti LED ad altissima efficienza e con indice di resa cromatica (CRI) superiore a 95. La temperatura di colore è stata calibrata intorno ai 3000 K, una tonalità calda ideale per valorizzare sia i pigmenti delle tele sia i dettagli in foglia d’oro decorativi del salone. La gestione del flusso luminoso è regolata tramite protocolli DALI/DMX, consentendo una dimmerazione accurata fino allo 0,1% e la creazione di scenari di luce flessibili in base alle esigenze espositive o agli eventi.

Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti conservativi. Le sorgenti LED adottate garantiscono la completa assenza di radiazioni ultraviolette (UV) e infrarosse (IR), azzerando il rischio di degrado termico e fotochimico dei pigmenti organici e delle superfici lignee. I livelli di illuminamento (lux) sulle opere sono stati rigorosamente tarati nel rispetto dei limiti normativi per i beni culturali, mantenendosi entro i 50 lux per le opere più sensibili.

La distribuzione della luce si avvale di corpi illuminanti custom ad ottica variabile, discretamente integrati negli elementi architettonici preesistenti per ridurre al minimo l’impatto visivo delle strutture tecniche. L’uso di sagomatori ottici con filtri anti-abbagliamento e nidi d’ape (honeycomb) ha permesso di perimetrare la luce esattamente sulla superficie delle opere, eliminando la dispersione luminosa sulle pareti circostanti.
Il risultato finale restituisce una visione tridimensionale e naturale dei dipinti, esaltandone i dettagli materici e le velature cromatiche, mentre l’ambiente conserva un’atmosfera avvolgente e rispettosa della memoria storica della casa-museo. L’intervento dello studio Ferrara Palladino dimostra come il light design contemporaneo possa porsi al servizio della tutela del patrimonio artistico, coniugando rigore scientifico e sensibilità estetica.
GESTIONE DEL COLORE E VALORI TECNICI
- Gestione della parete rossa del Salone Dorato: Pietro Palladino – Studio Ferrara Palladino – sottolinea come la forte dominante rossastra dello sfondo del Salone Dorato abbia richiesto un’illuminazione a contenuto cromatico variabile. Miscelando opportunamente la luce dei diodi Philips Lumileds, si è ottenuta una resa cromatica calda, simile a quella delle storiche sorgenti ad incandescenza/alogene.
- Misurazione punto per punto: Durante le fasi di installazione e orientamento, la luce su ciascun dipinto è stata calibrata opera per opera tramite spettrofotometro.
- Specifiche tecniche misurate:
- Temperatura di colore: impostata e ricercata attorno ai 2950 K.
- Resa cromatica: indici $\text{Ra}$ e $\text{R9} > 90$.
- Scostamento cromatico ($\Delta uv$): contenuto entro $\pm 0{,}0005$.
- Livello di illuminamento: contenuto in media attorno ai 100 lux sulle opere, ideale per la conservazione preventiva e per la fruizione ravvicinata da casa-museo.
Documentazione e Pubblicazioni del Museo

Museo Poldi Pezzoli – Comunicati Stampa e Pubblicazioni
Fonte: museopoldipezzoli.it
Dettagli: Il museo documenta gli interventi di restauro e riallestimento illuminotecnico, sottolineando i criteri di conservazione preventiva (assenza di raggi UV/IR) e la valorizzazione delle opere storiche e dei dettagli dorati del Salone. Le foto sono state realizzate dal fotografo Pietro Menzione Giordano.

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